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Storia e storie

SCORRI CON IL MOUSE

1930
Trasferimento da Via del Moretto in via della Mercede che sarà la casa della Stampa Estera fino al 2001.

1944
Ferruccio Parri, capo del primo governo dell’Italia liberata, incontra alcuni corrispondenti della Stampa Estera al Viminale.

1959
Nasce il “Globo D’Oro”.

1975

Ann-Marie Kjellander è la prima donna eletta presidente della Stampa Estera

1983

Il presidente della Repubblica Sandro Pertini visita la sede

1987

Il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, all’inaugurazione dei nuovi spazi della Stampa Estera.

1993

Il 26 novembre 1993 Silvio Berlusconi annuncia alla Stampa Estera la sua discesa in campo.

2001

Trasloco in via dell’Umiltà

2011

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accoglie i corrispondenti della Stampa Estera al Quirinale

2018

Il “Ventaglio”, simbolo dell’associazione si rinnova

13 marzo 2020

A causa del rischio COVID19 la sede viene chiusa

autunno 2020

Mostra “Lockdown Italia” ai Musei Capitolini

2024
Il 28 febbraio 2024 chiude definitivamente la sede di via dell'Umiltà

1912
Prime riunioni al Gran Caffè Faraglia di Piazza Venezia.

1942
Il consiglio direttivo in visita dal dittatore Benito Mussolini.

1952
I corrispondenti della Stampa Estera fanno parte delle riprese del film “Vacanze Romane” con Gregory Peck e Audrey Hepburn.

1961

Udienza dal Papa Giovanni XXIII.

1982

Papa Giovanni Paolo II visita i corrispondenti nella sede di via della Mercede

1987

Rinnovo dei locali in via della Mercede

1992

Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro accoglie il Consiglio Direttivo della Stampa Estera

1999

Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi incontra i membri del consiglio direttivo

2002

Nasce il Gruppo del Gusto

2012

Il Museo dell'Ara Pacis a Roma ospita la mostra “L’Italia vista dal Mondo. La Stampa Estera compie 100 anni”

2019

Udienza della Stampa Estera da Papa Francesco

24 marzo 2020

Inizio della Sala Stampa Estera Virtuale con il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori

2022

Prima edizione della Cena dei Corrispondenti con il Presidente del Consiglio, Mario Draghi

2024

Il 19 marzo 2024, in presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Presidente Esma Cakir taglia il nastro della nuova sede a Palazzo Grazioli

Era mercoledì 14 febbraio 1912 quando un gruppo di corrispondenti stranieri residenti a Roma inviò una breve circolare ai colleghi che lavoravano per agenzie di stampa e quotidiani esteri.
L’invito recitava:

«Invito ad intervenire tra giorni, alla riunione per la fondazione di una “Associazione fra i corrispondenti di giornali esteri in Italia”.»

Fino ad allora, da quasi trentasette anni, i giornalisti stranieri avevano fatto parte, insieme ai colleghi italiani, dell’Associazione della Stampa Periodica Italiana.

Da quella circolare ebbe inizio la storia dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, destinata a diventare nel tempo il punto di riferimento dei corrispondenti della stampa internazionale nel nostro Paese.

 

 

La prima assemblea: 17 Febbraio 1912

La prima assemblea, il 17 febbraio 1912, si svolse nello storico Caffè Faraglia (sala in fondo) che un tempo sorgeva a Piazza Venezia e i primi 14 giornalisti che risposero all’appello decisero appunto di costituire «un’Associazione sindacale fra i corrispondenti di giornali esteri in Italia», che  avrebbe assunto il nome attuale.

Ognuno dei convenuti versò 2 lire (totale 28 lire) per «le prime necessarie spese di costituzione». La quota mensile rimase a 2 lire fino al 18 dicembre 1920. Passò quindi a 3 lire e nel novembre del 1921 a 4 lire. La quota di ammissione, che era di 10 lire nel febbraio 1912, venne portata a 50 lire nel dicembre dello stesso anno e rimase invariata per molto tempo.

Fu altresì nominato un Seggio Provvisorio, composto da Boudouresque, Mackenzie e Pflaum, incaricato di studiare un progetto di Statuto dell’Associazione, nonchè di annunciarne l’avvenuta costituzione «a tutti gli Enti che  possono avere  interesse di conoscerla».

 

Era mercoledì 14 febbraio 1912 quando un gruppo di corrispondenti stranieri residenti a Roma inviò una breve circolare ai colleghi che lavoravano per agenzie di stampa e quotidiani esteri.
L’invito recitava:

«Invito ad intervenire tra giorni, alla riunione per la fondazione di una “Associazione fra i corrispondenti di giornali esteri in Italia”.»

Fino ad allora, da quasi trentasette anni, i giornalisti stranieri avevano fatto parte, insieme ai colleghi italiani, dell’Associazione della Stampa Periodica Italiana.

Da quella circolare ebbe inizio la storia dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, destinata a diventare nel tempo il punto di riferimento dei corrispondenti della stampa internazionale nel nostro Paese.

 

 

La prima assemblea: 17 Febbraio 1912

La prima assemblea, il 17 febbraio 1912, si svolse nello storico Caffè Faraglia (sala in fondo) che un tempo sorgeva a Piazza Venezia e i primi 14 giornalisti che risposero all’appello decisero appunto di costituire «un’Associazione sindacale fra i corrispondenti di giornali esteri in Italia», che  avrebbe assunto il nome attuale.

Ognuno dei convenuti versò 2 lire (totale 28 lire) per «le prime necessarie spese di costituzione». La quota mensile rimase a 2 lire fino al 18 dicembre 1920. Passò quindi a 3 lire e nel novembre del 1921 a 4 lire. La quota di ammissione, che era di 10 lire nel febbraio 1912, venne portata a 50 lire nel dicembre dello stesso anno e rimase invariata per molto tempo.

Fu altresì nominato un Seggio Provvisorio, composto da Boudouresque, Mackenzie e Pflaum, incaricato di studiare un progetto di Statuto dell’Associazione, nonchè di annunciarne l’avvenuta costituzione «a tutti gli Enti che  possono avere  interesse di conoscerla».

 

Il verbale delle sedute dell’Assemblea del 26 e 27 febbraio 1912, durante le quali, approvato il primo progetto di Statuto dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, vennero elette anche le prime cariche sociali, riporta, verso la fine, il primo elenco dei soci, trascritto dal collega Pflaum (Deutsche Tageszeitung) nella sua garbata calligrafia «fin de siècle».

All’inizio di quella stessa Assemblea e in nome del Seggio Provvisorio, Léon Boudouresque riferì circa «i passi opportuni» fatti presso la Regia Prefettura, i Ministeri dell’Interno e degli Esteri e il decano del Corpo Diplomatico, Mr. Barrère, Ambasciatore di Francia presso il Quirinale, per annunciare in modo ufficiale la costituzione dell’Associazione della Stampa Estera in Italia.

«Ovunque – dice il verbale – questa notificazione ha avuto un’accoglienza favorevolissima e non ha trovato la minima opposizione. Al contrario, i membri del Seggio Provvisorio sono stati assicurati che il R. Governo Italiano non mancherà di dare alla nuova e gradita Associazione ogni possibile appoggio morale e ogni facilitazione pratica consentita dalle Leggi».

Al Sindacato fra i Corrispondenti di Giornali in Roma venne inviata una lettera nella quale i soci della nuova Associazione esprimevano la volontà «che i rapporti fra i due Enti siano sempre ispirati alla massima concordia e cordialità, per poter lavorare utilmente insieme al compimento dei doveri che ci impone la nostra comune missione nel grande Paese di cui sentiamo l’onore di essere gli ospiti».

 

 

 

 

All’Associazione della Stampa Periodica Italiana, dalla quale provenivano alcuni dei membri fondatori del nuovo sodalizio, fu invece rivolto un saluto ufficiale: l’Assemblea Generale della Stampa Estera aveva infatti votato all’unanimità «un saluto caloroso alla Sorella primogenita, che ha tanto ben meritato della causa altissima della stampa, non solo in Italia, ma nel mondo intero…».

Nei giorni successivi all’Assemblea del 26-27 febbraio 1912, il presidente della neonata associazione Léon Boudouresque e il segretario Pflaum tornarono dal Decano del Corpo Diplomatico, visitarono le Ambasciate d’Inghilterra, Russia, Germania e Austria-Ungheria, e proseguirono le loro prese di contatto con le autorità italiane.

Fin dai primi mesi di attività, particolarmente proficui furono i rapporti con le istituzioni.

L’incontro con il Prefetto

Il prefetto, senatore Anarratone, nel corso dell’incontro con il Consiglio Direttivo «ha promesso – riferisce Pflaum – ogni suo appoggio all’Associazione della Stampa Estera, per facilitare ai soci il lavoro professionale. Specialmente si è dichiarato disposto a mettere un bollo dell’Autorità di Pubblica Sicurezza sulle nostre tessere di riconoscimento, per dare così al portatore la facoltà di passare cordoni, sbarramenti, ecc. Di questa disposizione abbiamo fatto uso». 

La visita al Sindaco di Roma

Della visita al Sindaco di Roma Ernesto Nathan, che guidò il Campidoglio dal 1907 al 1913 con grande rigore e impegno amministrativo, resta testimonianza nei verbali dell’epoca. In quell’occasione il Sindaco «ebbe ad esprimere la sua gratitudine ed a raccomandare ai rappresentanti della stampa di dire sempre la verità».
La delegazione della Stampa Estera, a sua volta, manifestò a Nathan «l’intenzione di tutti i soci della Stampa Estera a fare il possibile per far apprezzare in tutto il mondo, sempre più, i pregi di Roma anche nel suo attuale sviluppo».

I rapporti con i Ministeri

Tra i primi interlocutori vi fu l’allora Ministero delle Poste e Telegrafi, che riconobbe immediatamente ai membri dell’Associazione della Stampa Estera la possibilità di usufruire di tutti i servizi della «Sala della Stampa» del Telegrafo, garantendo loro gli stessi diritti dei colleghi italiani.

Il 3 marzo 1912 il Ministro degli Esteri, marchese di San Giuliano, ricevette a Palazzo della Consulta – allora sede del Ministero – i soci fondatori Boudouresque, Pflaum e Carini, esprimendo «il suo interessamento per il lavoro professionale dei corrispondenti esteri in Roma» e dichiarandosi convinto dell’utilità della nuova Associazione.

Il 13 marzo il Ministro della Real Casa, nob. Mattioli-Pasqualini, si fece portavoce dei soci dell’A.S.E., trasmettendo ai Sovrani d’Italia «i sensi del più profondo rispetto ed i migliori auguri» da parte dell’Associazione.

Il telegramma ai Sovrani

Il 14 marzo 1912, in seguito al fallito attentato di Alba contro il Re e la Regina, la nuova Associazione della Stampa Estera inviò il suo primo telegramma ufficiale in occasione di un avvenimento della vita nazionale italiana. Il messaggio, indirizzato al Ministro della Real Casa, esprimeva ai Sovrani «vivissimo compiacimento per il pericolo felicemente scampato».
Il Ministro Mattioli rispose telegraficamente il giorno successivo: «Presidente Associazione Stampa Estera – Roma – I sentimenti molto cortesi cui è ispirato il telegramma di codesta Associazione sono giunti bene accetti alle Loro Maestà che ringraziano cordialmente del premuroso pensiero».

L’incontro con il Capo del Governo Giolitti

Dai precisi resoconti del primo Segretario dell’Associazione emerge che l’appuntamento più complesso da organizzare fu probabilmente quello con il Capo del Governo, Giovanni Giolitti, rinviato per due volte a causa di improrogabili impegni politici. Alla fine, tuttavia, anche Giolitti ebbe modo di incontrare i rappresentanti della nuova Associazione e di prendere contatto con la realtà appena costituita.

Il primo elenco dei soci venne stampato nel mese di giugno 1912, con i nominativi e le testate di 41 corrispondenti esteri. Una minuziosa annotazione del collega Pflaum informa che esso venne spedito, oltre che a tutti i soci, a 40 indirizzi di personalità ed enti vari accompagnato «con lettere o biglietti di accompagnamento». 

Da allora, con cadenza annuale, l’Associazione pubblica il proprio storico Annuario, che raccoglie l’elenco dei corrispondenti esteri, informazioni sull’Associazione e le sue attività, e che, secondo una consolidata tradizione, viene inviato alle principali istituzioni italiane.

 

Il continuo aumento del numero dei corrispondenti esteri in Italia, parte dei quali inviava i propri servizi da Milano e da altre città del Settentrione, consigliò di istituire nel 1925 una nuova sede distaccata nel capoluogo lombardo.

Denominata in un primo tempo «Sezione di Milano», divenne in seguito la «Sezione Alta Italia dell’Associazione della Stampa Estera in Italia». Ebbe la sua prima sede in via Silvio Pellico; successivamente venne trasferita nel Palazzo delle Poste con ingresso in via Santa Maria Segreta (fino al 1986), poi in via Cordusio. Oggi si trova in via della Palla 1.

Nel 1959 l’Associazione, alla quale facevano riferimento anche i critici John Francis Lane, Melton Davis e Klaus Rühle, volle rendere omaggio al cinema italiano, all’apice della cultura mondiale in quel momento, creando un premio ad hoc sulla scia dei Golden Globes del cinema statunitense.

La prima premiazione si tenne nel 1960 e decretò la vittoria del film Un maledetto imbroglio di Pietro Germi. Nel corso degli anni, le categorie del premio vennero ampliate e furono inclusi anche i professionisti del settore, oltre che i film.

L’edizione 1981-1982 vide la partecipazione del Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini.

Ad oggi è considerato fra i tre più importanti premi italiani, insieme ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento.

Il 10 aprile 1974 il Consiglio Direttivo dell’Associazione, presieduto da Peter Nichols, fu invitato a incontrare il Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Durante il suo discorso, nella sua allocuzione disse:

Voi amate l’Italia, ne studiate i problemi e contribuite a farli conoscere ai vostri Paesi. Di questo noi vi ringraziamo, convinti come siamo che, soprattutto oggi, i popoli imparino a conoscersi e a capire la loro interdipendenza anche attraverso la stampa. (…) Oggi non esistono problemi che riguardano una sola Nazione, ma ogni Paese è condizionato da quello che avviene oltre le frontiere nazionali: da qui nasce più che mai l’esigenza di arricchire il senso di solidarietà che voi raccogliete e interpretate con il vostro lavoro”.

 

Nel 2002 un gruppo di soci ebbe modo di constatare che il settore agroalimentare ed enogastronomico italiano rappresentava sempre più un valore importante da seguire in maniera costante e professionale. Ecco perché, nel 2002, la Stampa Estera fondò il “Gruppo del Gusto” con un programma strutturato di viaggi di approfondimento, educational e incontri su tutti i temi specifici dell’enogastronomia.

Oggi conta più di 110 giornalisti provenienti da oltre 30 Paesi.

Nel 2004 fu istituito il “Premio del Gusto”, che premia le eccellenze del settore in varie categorie.

Il 23 maggio 2011 il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha accolto i rappresentanti della Stampa Estera. Rispondendo al discorso introduttivo del presidente dell’associazione, Tobias Piller, il Capo dello Stato ha confermato il sostegno e l’importanza della Stampa Estera:

Certo, siamo un Paese complicato, dal punto di vista istituzionale, dal punto di vista politico. Io qualche volta cito quello che vari decenni fa sentii dire da un ambasciatore accreditato qui: «In Italia capire la politica è molto difficile, però non ci si annoia mai».
Non so se voi facciate ancora la “dolce vita” (naturalmente niente in contrario: qualcuno dice che in Italia c’è un’ondata di eccessivo puritanesimo, e non solo in Italia, ma in Europa…). Comunque, indipendentemente dalle vostre scelte personali e dal modo anche abbastanza sacrificato in cui dovete svolgere il vostro ruolo, bisogna mettervi nelle condizioni di farlo al meglio. Naturalmente posso parlare solo per un’istituzione: noi siamo sempre con le porte aperte e siamo pronti anche a darvi ogni sussidio di informazione e di approfondimento che possa esservi utile.

 

Nel 2012 il Museo dell’Ara Pacis a Roma ospitò la mostra “L’Italia vista dal Mondo. La Stampa Estera compie 100 anni”.

Un’esposizione ricca di fotografie, documenti storici, pagine dei più importanti giornali internazionali riguardanti la storia italiana, con la politica, la cronaca, il terrorismo, la mafia, ma anche la cultura e l’arte, le eccellenze italiane, lo sport, fornì un’unica occasione per l’Italia e gli italiani di guardarsi nello specchio del mondo. Una galleria di cento ritratti di politici, artisti, studiosi, giornalisti realizzati dai reporter stranieri ricordò le principali personalità che hanno segnato la storia degli ultimi decenni di questo Paese. Inoltre tante immagini di vita quotidiana, piazze, paesaggi, enogastronomia, cinema ed una sezione speciale dedicata alla Chiesa.

Il 12 marzo 2020 i soci trovarono nella loro casella postale e nel gruppo WhatsApp questo messaggio:

Si comunica ai soci che da domani Venerdì 13 marzo ENERDÌ, in considerazione dell’ulteriore inasprimento delle misure straordinarie che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha adottato per il contenimento del COVID-19, ed in considerazione delle previsioni relative al picco atteso nei prossimi giorni nel Lazio, si rende necessario e opportuno, come misura di cautela, la chiusura temporanea della sede , fino a nuove disposizioni.
Si ricorda inoltre che oggi la sede rimarrà aperta fino alle 17:00

Certamente le attività dell’Associazione non potevano fermarsi.

La Stampa Estera Virtuale

Raccontare l’Italia in quel momento era cruciale, l’interesse delle redazioni da tutto il mondo era enorme, anche perché era sempre più evidente che quello che stava succedendo in Italia sarebbe successo anche altrove, di lì a poco. Così alcuni soci, tra cui Gustav Hofer, Esma Çakır, Alvise Armellini, Dario Menor Torres, Maarten Van Alderen, con la presidente dell’Associazione, Trisha Thomas, e l’aiuto dell’amministratrice della segreteria, Liliana Bonfiglio, le attività sono state trasferite nel gruppo Facebook “StampaEsteraSocialClub” e, con un sistema di videoconferenze semplice, insieme alle colleghe e ai colleghi della sede di Milano, è nata la sala Stampa Estera Virtuale.

Il 24 marzo 2020, alle ore 11:30, si è svolta la prima conferenza in streaming, con il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori.

 

 

Durante la pandemia abbiamo cercato di dare una visione più ampia possibile invitando medici, virologi, pazienti, economisti, politici, psicologi, intellettuali, imprenditori e innovatori.

Nei tre mesi di lockdown abbiamo così organizzato più di 80 incontri, dando spazio anche alle tematiche dell’agroalimentare a cura del Gruppo del Gusto e agli incontri con il mondo del cinema, organizzati dal Globo d’Oro.
Per sentirsi meno soli, ogni sabato i soci corrispondenti hanno brindato virtualmente via web.

 

 

La mostra “Lockdown Italia” 

Il 30 settembre 2020 l’allora Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è venuto alla Stampa Estera per inaugurare la mostra “Lockdown Italia – visto dalla Stampa Estera”.

La settimana successiva, l’8 ottobre 2020, i Musei Capitolini aprirono le porte alla stessa mostra fotografica, voluta dalla presidente Trisha Thomas e curata dai soci Chris Warde-Jones e Victor Sokolowicz.

Il 13 ottobre 2020 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha visitato la mostra.

 

Con la riapertura della sede, inizialmente con numeri contingentati, le attività hanno ripreso a pieno ritmo, con alcune conferenze stampa importanti come quella del Presidente del Consiglio Mario Draghi il 31 marzo 2022, durante la quale l’ex capo della Banca Centrale Europea disse:

In un certo senso siete gli occhi e le orecchie del resto del mondo sull’Italia, quindi il vostro ruolo è fondamentale. Questa collaborazione che il governo italiano vuole stimolare è fondamentale per lo stesso governo oltre che, ovviamente, importante per voi. Tutto ciò, naturalmente, nel rispetto della vostra indipendenza.

Il 13 luglio 2022 la presidente della Stampa Estera, Esma Cakir ha dato il via alla prima Cena dei Corrispondenti – ispirato alla “White House Correspondents Dinner” di Washington.
Ospite era il Primo Ministro Mario Draghi, che nella cornice di Villa Aurelia. Nel suo breve discorso ha mostrato anche lui il suo lato ironico e autocritico, come richiesto dalla circostanza, raccontando una barzelletta sui banchieri in cerca di un cuore, ironizzando su se stesso.

 

 

Il Presidente del Consiglio non ha però dimenticato di menzionare i temi d’attualità: il governo, la guerra in Ucraina, la Russia, il gas, la crisi energetica, la crisi economica, il PNRR.

Ed infine ha concluso il suo discorso rivolgendosi in modo ironico ai giornalisti della Stampa Estera:

“Vi auguro di continuare così, tra un cappuccino al sole e un aperitivo in piazza. Il corrispondente in Italia, capisco, è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo”.

Per festeggiare il 110º anniversario dalla fondazione dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, il 10 ottobre 2022 è stato presentato il documentario “La Storia siamo (anche) Noi” della regista Diana Ferrero.

Un racconto corale, a più voci, dei servizi sul campo, gli scoop e le sfide di alcuni tra i più carismatici corrispondenti stranieri a Roma, dai “grandi” decani delle testate storiche ai giovani freelance che si battono ogni giorno per trovare il loro posto.

Tra gli ospiti d’onore della serata c’era anche il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

Tra gli ospiti d’onore della serata c’era anche il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. 

Il comunicato stampa dell’associazione pubblicato nell’occasione:

Il Presidente della Repubblica inaugura la nuova sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia

La storica organizzazione che conta 450 corrispondenti da tutto il mondo e 112 anni di vita si trasferisce al piano nobile di Palazzo Grazioli.

L’Associazione della Stampa Estera in Italia cambia casa: dopo più di vent’anni in Via dell’Umiltà, la storica organizzazione che conta 450 corrispondenti da tutto il mondo, rappresentanti di 55 Paesi e 350 media, e vanta 112 anni di vita, varcherà domani, 19 marzo, la soglia della nuova sede nel centro di Roma, il piano nobile di Palazzo Grazioli, in Via del Plebiscito.

 

A tagliare il nastro, insieme alla Presidente Esma Çakır, sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alle ore 12 (del 19 Marzo 2024). Alla cerimonia di inaugurazione sono presenti anche autorità istituzionali come Antonio Tajani, Vicepremier e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, nonché i membri del Consiglio Direttivo dell’Associazione.

La nuova sede si colloca in uno degli edifici storici più importanti della Capitale, tuttora appartenente alla nobile famiglia romana dei Grazioli, con una struttura originaria risalente al Seicento, e occupa gli stessi locali che per anni sono stati residenza romana e ufficio politico dell’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

“Siamo orgogliosi e felici della nostra nuova sede – ha detto la Presidente Esma Çakır – che ci darà una nuova carica per raccontare al mondo l’Italia, lo splendido Paese che ci ospita con molta generosità”.

Nell’edizione speciale dell’annuario dell’Associazione, Antonio Tajani scrive, a proposito di Palazzo Grazioli: “Per me ha un significato speciale. Per tanti anni ho frequentato la casa del Presidente Berlusconi in Via del Plebiscito e lì vi sono tanti ricordi legati alla mia storia politica e personale. Rappresenta quindi per me un posto speciale, che sono sicuro porterà fortuna e tanti successi all’Associazione. I corrispondenti stranieri che lavorano nel nostro Paese svolgono un ruolo di grande rilievo nel contribuire a costruire l’immagine dell’Italia all’estero”.

 

È stata l’architetta Serena Mignatti a firmare la progettazione e la realizzazione della nuova sede, adattandola alle esigenze dell’Associazione.

Lo spazio, di 1.600 mq, è stato ripensato rispettando la storia del Palazzo e i vincoli della Soprintendenza. Ospita due sale per conferenze stampa, una da 80 posti, l’altra da 35, nonché un bar e una zona ristoro a disposizione dei soci e dei loro ospiti. Sono centinaia gli incontri per i media organizzati ogni anno dall’Associazione, con una stima di circa 10.000 frequentatori in presenza, senza contare quelli da remoto.

Grazie poi agli eventi organizzati dai comitati interni – il Gruppo del Gusto, il Globo d’Oro, il Gruppo Cultura, il Premio Sportivo e il neonato Gruppo economico-finanziario (EcoFin) – i corrispondenti raccontano attivamente e premiano il mondo enogastronomico del Belpaese, il cinema italiano contemporaneo, i migliori atleti e promuovono momenti di approfondimento socio-economico.

 

Le circa 70 postazioni di lavoro per i giornalisti sono distribuite tra vari uffici di metrature diverse, tutte realizzate con la collaborazione di artigiani locali. Il grande corridoio centrale della sede è pensato come “cuore pulsante” e non solo luogo di passaggio: sarà anche spazio di lettura, socialità e co-working. Inoltre uno studio fotografico, una sala con green screen, una sala radio e podcast consentiranno ai corrispondenti di realizzare servizi fotografici, dirette TV e interviste.

 

 

L’Associazione della Stampa Estera in Italia vanta il sostegno di alcuni importanti sponsor, che la affiancano nei momenti cruciali della sua esistenza e che continueranno ad essere presenti anche in questa nuova avventura: Eni e Iveco Group (main sponsor), Barilla, Campari Group, Ferrero, UniCredit, Fincantieri, ITA Airways e Autostrade per l’Italia (sponsor).

 

Il Caffè Faraglia, a Piazza Venezia

Per un breve periodo il Caffè Faraglia fu il luogo di incontro dei corrispondenti della Stampa Estera.

Grazie all’ospitalità e alle facilitazioni concesse dalle istituzioni, in seguito, l’Associazione ha sempre avuto una sede nel centro storico della Capitale, sebbene abbia cambiato diverse volte indirizzo.

 

A Piazza San Silvestro e via del Moretto

Lasciato il Caffè Faraglia e aumentando il numero dei soci, il punto di riferimento fu presso un edificio, ora abbattuto, che divideva in due piazza San Silvestro, poi in un locale sotto il porticato del Palazzo delle Poste con uscita in via della Vite.
Fino al 1929 la sede si trovava in Via del Moretto.

 

La sede storica di via della Mercede

Il 5 luglio 1936 fu inaugurata la nuova sede in via della Mercede con la partecipazione di rappresentanti del governo allora in carica. Questa sede ospitò la Stampa Estera per 65 anni.

Con l’aumentare dei soci, si sentì la necessità di maggiore spazio. La Stampa Estera abbandonò il piano terra dell’edificio di via della Mercede per trasferirsi nelle sale di rappresentanza al primo piano dello stesso edificio, dove furono ricavati anche degli spazi per le postazioni di lavoro.

L’11 aprile 1962, in occasione del 50° anniversario dell’Associazione furono inaugurati i nuovi locali in via della Mercede 55, con la cortese partecipazione del Presidente della Repubblica Italiana, Giovanni Gronchi che nel suo discorso pronunciò queste frasi significative:

Questo lavoro di preparazione e di informazione dell’opinione pubblica dei vari Paesi che voi compite collaborando da qui ai vostri giornali, ha veramente, e al di là di ogni formula di convenienza una enorme importanza che io riconosco volentieri e della quale vi do atto”.

e aggiunse “… se il nome, i progressi, il valore dell’Italia è diventato come uno stato d’animo comune, molto si deve alla cura e all’obiettività con cui le notizie sono state trasmesse da qui alla stampa straniera: e di questo va dato sinceramente merito a voi.”

Per la celebrazione del 75°compleanno della sede in via della Mercede, i locali e le strutture vennero rinnovati. All’inaugurazione ha partecipato il presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

 

 

Il 26 Novembre 1993 Silvio Berlusconi tenne una conferenza stampa nella sede dell’associazione, per comunicare il suo ingresso in politica. I soci presenti ricordano come il pavimento ondeggiava per il peso della massa di giornalisti presenti.

 

 

In via dell’Umiltà

Nel 2001 la Stampa Estera si trasferì in via dell’Umiltà 83. In quegli anni centinaia di ospiti illustri, dal mondo della politica, dell’economia, della cultura e dello sport scelsero la sala delle conferenze stampa per incontrare i corrispondente o per dare delle notizie importanti.

 

Fino a Palazzo Grazioli

Nel marzo 2024, dopo 22 anni di permanenza a via dell’Umiltà, a due passi dal Quirinale e da Fontana di Trevi, la nuova “casa” di oltre 450 corrispondenti esteri a Roma provenienti da circa 55 Paesi, diventa Palazzo Grazioli, in via del Plebiscito.

I PRESIDENTI
1912
Léon BOUDOURESQUE
1913-1914
R. SCHOENER
1915-1918
François CARRY
1919
William K. MC CLURE
1920-1925
Raul DE NOLVA
1926-1936
Roberto J. HODEL
1937-1938
Théodore VAUCHER
1939
Feliks CHRZANOWSKI
1940-1941
Roberto J. HODEL
1942-1943
Bernardo SCHEFFER
1944
Reynolds PACKARD
1945
Cristhopher LUMBRY
1946
Pierre ARTIGUE
1947-1948
Arnaldo CORTESI
1949-1950
Antonio SCANZIANI
1951
Norman J. MONTELLIER
1952-1953
Cristopher SERPELL
1954
George WELLER
1955-1958
Max BERGERRE
1959
Kurt KLINGER
1960
Robert NEVILLE
1961
Barrett MCGURN
1962-1963
Agne HAMRIN
1964
Patrick SMITH
1965
Raymond MILLET
1966-1967
Patrick SMITH
1968-1969
Max BERGERRE
1970
Patrick SMITH
1971
George ARMSTRONG LEIPER
1972
Jacques NOBECOURT
1973
Albert WUCHER
1974
Peter NICHOLS
1975
Ann-Marie KJELLANDER
1976-1977
Jacques FERRIER
1978
John EARLE
1979
Åke MALM
1980
John EARLE
1981-1982
Dennis REDMONT
1983-1984
Joaquín NAVARRO-VALLS
1985-1986
Dennis REDMONT
1987-1988
Valentina ALAZRAKI
1989-1990
Erich B. KUSCH
1991
Åke MALM
1992-1993
Erich B. KUSCH
1994
Marcelle PADOVANI
1995-1996
Åke MALM
1997-1998
Erich B. KUSCH
1999
Marcelle PADOVANI
2000-2001
Antonio PELAYO
2002-2003
Eric JOZSEF
2004-2005
Antonio PELAYO
2006
Yossi BAR
2007-2008
Tobias PILLER
2009-2010
Maarten van AALDEREN
2011-2012
Tobias PILLER
2013-2014
Maarten VAN AALDEREN
2015-2016
Tobias PILLER
2017
Philip WILLAN
2018
Esma CAKIR
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