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Visita alla Piramide Cestia

Il 18 settembre, un numeroso gruppo di giornalisti ha riscoperto uno dei monumenti più singolari e suggestivi di Roma, accompagnato dalla responsabile della Piramide, Barbara Rossi, in occasione della riapertura al pubblico dopo tre anni di lavori.

La Piramide Cestia, o Piramide di Caio Cestio, è il monumento funebre di Gaio Cestio Epulone, politico romano che fu pretore, tribuno della plebe e membro dei septemviri epulones, uno dei quattro più importanti collegi religiosi della Roma antica. Costruita tra il 18 e il 12 a.C., è l’unico monumento superstite della moda egizia che si diffuse a Roma dopo la conquista dell’Egitto

La visita ha permesso di conoscere da vicino gli interventi realizzati dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito del PNRR – Caput Mundi, che hanno interessato non soltanto il monumento, ma l’intera area archeologica. Particolarmente suggestiva la nuova illuminazione artistica, esterna e interna alla camera funeraria, studiata per valorizzare l’imponente architettura della Piramide e gli eleganti affreschi della cella senza alterarne la percezione storica.

Il progetto ha inoltre previsto un nuovo percorso di accessibilità e una nuova pavimentazione, la sistemazione delle aree verdi e dell’impianto di irrigazione, nuovi pannelli informativi, la riqualificazione delle recinzioni e degli accessi e una migliore organizzazione degli spazi dell’area archeologica.

Alta 36,40 metri, con una base quadrata di 29,50 metri per lato, la Piramide è rivestita di marmo lunense. La camera funeraria, con volta a botte, conserva raffinati dipinti del terzo stile pompeiano. Il suo eccezionale stato di conservazione è dovuto anche all’inserimento del monumento nelle Mura Aureliane tra il 272 e il 279 d.C., che ne ha favorito la sopravvivenza nei secoli.

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