Il 10 giugno la Stampa Estera ha ospitato due protagonisti assoluti della storia e del presente di Umbria Jazz: Carlo Pagnotta, fondatore e anima storica del festival, e Stefano Mazzoni, presidente della Fondazione.
L’incontro è stato l’occasione per ripercorrere oltre mezzo secolo di storia di uno degli appuntamenti musicali più importanti al mondo e per presentare ai giornalisti il programma della prossima edizione, che si preannuncia particolarmente ricca e significativa.
Ci sono festival che organizzano concerti. E poi ci sono festival che cambiano il destino di una città. Umbria Jazz appartiene certamente alla seconda categoria. Da oltre cinquant’anni, ogni luglio, Perugia si trasforma in un luogo unico dove il jazz incontra piazze, vicoli, teatri, giardini e soprattutto le persone. Nato da un’intuizione visionaria, il festival è diventato nel tempo un simbolo internazionale della cultura italiana e uno dei più prestigiosi eventi jazzistici del panorama mondiale.
Il presidente Stefano Mazzoni ha sottolineato che la kermesse, oltre all’indiscutibile valore artistico e culturale, ha anche un impatto economico molto importante per il territorio: “La fondazione ha oggi un bilancio di circa 7 milioni di euro, che nei 10 giorni di festival genera un indotto diretto e indiretto di circa 30 milioni di euro, come dimostrato da recenti studi del dipartimento di economia dell’Università di Perugia”.
Stefano Mazzoni ha illustrato le sfide e le prospettive future della manifestazione, sottolineando l’importanza di custodire una tradizione consolidata continuando al tempo stesso a innovare e ad aprirsi alle nuove generazioni e ai nuovi linguaggi musicali.
Carlo Pagnotta ha invece raccontato la nascita di un’avventura che affonda le sue radici nella passione degli appassionati dell’Hot Club di Perugia e nei concerti leggendari di artisti come Louis Armstrong e Chet Baker. Da quella visione, che oltre cinquant’anni fa poteva apparire audace, è nato un marchio riconosciuto in tutto il mondo, capace non solo di rendere Perugia una delle capitali internazionali del jazz, ma anche di generare nuove esperienze di successo come Umbria Jazz Winter e Umbria Jazz Weekend.


